–Maria Balboni-

Re-traho: mostra d’arte

Dare sembianza a un ritratto e forma alla sua rappresentazione è un processo di astrazione derivato da scelte inclusive e scelte esclusive.

Lo stesso termine ritratto indica tanto la rappresentazione pittorica di un individuo, quanto la sua descrizione. Sia nelle arti figurative che in letteratura, il ritratto può essere realizzato ricostruendo i dettagli che individualizzano quel volto, oppure, anziché ambire alla ricerca della differenza che rende unica una fisionomia, si subordina il singolare al generale. 

Questo duplice atteggiamento è riscontrabile anche nell’etimologia del termine ritratto delle principali lingue moderne, termine derivato dal latino. Così, alcune lingue (italiano e spagnolo) derivano il termine ritratto dal verbo re-traho, mentre altre (inglese, francese, tedesco e russo) si rifanno al verbo pro-traho. In tal modo è possibile individuare le estremità di un’opposizione semantica. In re-traho vi si ritrova un’idea ripetitiva dell’oggetto ritratto (ritrarre come copia); in pro-traho, invece, l’idea grafica del ritratto, inteso come “al posto di”. 

Da una parte abbiamo l’imitazione finalizzata alla fedeltà dell’imitazione, dall’altra una convenzione riferita a un processo di idealizzazione di ciò che viene ritratto. Si rendono allora evidenti due tendenze che, sebbene opposte, non di rado convivono, pur con la prevalenza di una sull’altra.

In entrambe le derivazioni è comunque presente il rapporto tra identità, il soggetto reale, e alterità, ciò che non è reale, vale a dire la rappresentazione. Il ritratto ne esce quale imitazione inevitabilmente infedele del reale, diventa il simbolo della condizione ambigua della nostra esistenza e crea il proprio essere, ossia un verosimile provvisorio.

E un verosimile provvisorio è pure l’autoritratto in cui la costruzione della propria immagine non obbedisce soltanto a spinte autocelebrative ma, in diversi casi, assume un valore terapeutico.

Le opere presenti, nella loro diversità figurativa, sintetizzano l’ambiguità del ritratto, nonché il complesso e delicato rapporto tra immagine, identità e soggettività.

Relatore: Maria Balboni, Gian Luca Perrone (Stepping Stone)

Telefono Sede: 051 095 6273

Sito della Sede:

Indirizzo:
Stepping Stone, Via Francesco Zanardi, 2/5, Bologna, 40131

  • 03/02/2019
    18:00 - 21:00

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